Io so bene che dentro la mia stanza
c'� un amico invisibile,
non si rivela con qualche movimento
n� parla per darmi una conferma.
Non c'� bisogno che io gli trovi posto:
� una cortesia pi� conveniente
l'ospitale intuizione
La sola libert� che si concede
� di essere presente.
N� io n� lui violiamo con un suono
l'integrit� di questa muta intesa.
Non non potrei mai stancarmi di lui:
sarebbe come se un atomo ad un tratto
si annoiasse di stare sempre insieme
agli innumerevoli elementi dello spazio.
Ignoro se visiti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
il suo nome � Immortalit�.
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